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Chi siamo

Quando i venti della crisi hanno iniziato a soffiare, lui non si è perso d’animo: ha chiuso la sua azienda di trasporti e ha aperto uno spaccio di prodotti siciliani. Un negozio, ma in una zona industriale, assolutamente furoi mano. Una scommessa dunque.
Lui è Carmelo Salerno, 41 anni, siracusano di origine, residente in paese dal 1993. Ha una passione per la buona tavola e già in Sicilia, pur con un diploma di geometra in tasca, lavorava nei ristoranti e si occupava di ristorazione in generale. Poi però, l’amore ci ha messo lo zampino e durante una vacanza (di lei) conobbe la donna che lo portò via, una truccazzanese. E così Carmelo, ora sposato e padre di due figli, cambiò genere e trovò posto in una azienda di trasporti. Ebbe successo e dopo qualche anno si mise in proprio. Ma i profumi e i sapori della sua terra erano rimasti indelebili. L’olfatto fino gli è poi servito per percepire subito l’odore di bruciato della crisi. Così piano, piano, decise di trasformare la sua passione nella sua attività lavorativa. In via Achille Grandi conservava il magazzino della sua ditta. Lo ha modificato ed è diventato uno spaccio. Era il Maggio 2009. “O la va, o la spacca”, era il suo pensiero.

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Prima serviva solo i ristoranti, ora è aperto al pubblico. Trascorre le vacanze in Sicilia a prendere contatti e a far conoscenza con i singoli produttori delle leccornie più esclusive. Pistacchi di Bronte, Nero d’Avola, biscotti alle mandorle, bottarga e filetti di tonno di Favignana. Produce i classici arancini, le cassate , i cannoli e in stagione anche la granita siciliana, quella densa da gustare per la prima colazione con una brioches. Solo per fare degli esempi.
“Anche io ho scoperto molte cose della mia terra che non conoscevo – ha spiegato – Per esempio vendo una birra cruda siciliana, di cui non avevo mai sentito parlare. L’ho assaggiata e ho iniziato a venderla per il suo sapore eccezionale”. Poi ci sono le chicche: come la busiata, un tipo di pasta tipica trapanese da consumare con il pesto locale. I torroncini alla manna, un’essenza simile al miele ricavata da un tipo di frassino che è coltivato solamente a Campobuono, vicino a Palermo. “La voce si è sparsa e i clienti arrivano – ha continuato – Devo dire però che non viene il milanese che, per dirla con una battuta, quando pensa alla Sicilia, pensa alla gente con la coppola su un carretto tirato da un somaro.
Arriva invece chi ha avuto a che fare con la nostra terra e l’ha conosciuta, per cui magari viene a cercare i sapori di una vacanza che lo hanno colpito. Quando uno passa di qui però, ci si affeziona.
La cosa curiosa è che ho iniziato anche a vendere souvenir, perchè ho notato che molti, per via dei bagagli limitati, evitano di acquistare prodotti in loco e vengono qui a cercare i regalini per amici e parenti”. Per combattere la crisi duqnue, lui punta sulla Sicilia, sulla sua terra. Che sia la… ricetta giusta?

SALERNO - ARTICOLO

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